I sintomi dell'acidosi e le relative cause - Net Integratori

I sintomi dell’acidosi e le relative cause

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Vuoi scoprire quali sono i sintomi dell’acidosi e le relative cause? Tranquillo, te lo spieghiamo noi!

L’acidosi organica cronica è divenuta famosa in ambito scientifico come causa principale di moltissime delle più comuni patologie, non ultima il cancro. 

Ogni organismo deve mantenere il suo equilibrio dinamico vitale (omeostasi) a livello cellulare, ematico ed organico. Ciò che influenza il movimento delle sostanze attraverso la membrana cellulare (osmosi) sono la dimensione delle molecolesolubilitàcarica elettricaviscosità del sangue e quantità di muco congestionato sulle pareti delle cellule.

Tutte le cellule hanno una caratteristica comune: il citoplasma, a reazione alcalina (negativa) ed il nucleo a reazione acida (positiva). Questo crea una differenza di potenziale elettrico tra il citoplasma ed il nucleo che determina la vitalità delle cellule. Se questo potenziale si riduce sotto un certo livello, la cellula si ammala e può anche morire.

Quando il sangue porta con sé molte sostanze acide, come le tossine, queste possono penetrare all’interno delle cellule e neutralizzare l’alcalinità del citoplasma. Se la concentrazione delle tossine nel sangue è più alta di quella nelle cellule, queste continueranno a fluire nel citoplasma delle cellule e, eventualmente, precipitare creando dei cristalli. Periodicamente, durante i periodi in cui la vitalità è elevata, l’organismo tenta di correggere questa condizione attraverso delle acute crisi di guarigione (le cosiddette “malattie”).

Dopo molti anni, se una persona non migliora le sue abitudini di vita, verrà a crearsi uno stato di acidosi cronica che, spesso sottovalutata, è una vera e propria malattia. Si potrebbe affermare che, come sostiene il dott George W. Crile, non esiste la morte naturale: tutti i casi così definiti sono soltanto il punto finale di una progressiva acidificazione dell’organismo.

Cosa comporta l’acidosi?

L’acidosi precede e causa le malattie, abbassa la resistenza dell’organismo e ne riduce le funzioni organiche. Un corpo originariamente sano alla fine soccombe alle malattie quando la sua stessa produzione di acido si accumula al punto che non è più in grado di opporvi resistenza.

Mal di testa, raffreddore, eruzioni cutanee, ascessi, reumatismi, stati infiammatori persistenti, catarro e febbre, sono solo alcuni dei segnali di acidosi che il nostro corpo ci invia, e sono una conseguenza dell’accumulo di rifiuti acidi nel nostro corpo.

Il nostro sangue è leggermente alcalino e in condizioni normali il suo pH varia tra 7,35 e 7,45: il mantenimento di questi valori è dato dal sottile equilibrio tra produzione ed escrezione di sostanze alcaline e acide. Il nostro corpo attua costantemente le proprie difese compensatorie per il mantenimento della sua omeostasi, soprattutto attraverso reni e polmoni. Il meccanismo respiratorio elimina o trattiene acido carbonico aumentando o diminuendo rispettivamente il pH ematico, mentre quello renale elimina o trattiene ioni idrogeno H+ o tampona prelevandoli dai minerali presenti nelle stesse strutture corporee: calcio, magnesio, potassio, sodio presenti in vasi, strutture cellulari, denti, capelli, ossa.

Ecco alcune dei sintomi dell’acidosi legate ad un’acidosi cronica:

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  • CELLULITE: l’eccesso di acidi rallenta l’osmosi cellulare e il passaggio di nutrienti nelle cellule determinando un ristagno che si traduce nell’effetto buccia d’arancia. Ci sono poi delle zone di accumulo dell’acido in eccesso, prima che questo venga espulso attraverso il ciclo: sangue, placenta, bacino, cosce, glutei e braccia. Se l’alimentazione e lo stile di vita sono in buon equilibrio acido-base, l’organismo, normalmente, accumula scorie acide solo nel sanguee nella placenta.
  • ARTROSI E ARTRITE REUMATOIDE: le scorie acide si accumulano anche nei tessuti vascolari, le cartilagini, in quelli poco vascolarizzati, tendini e legamentie in quelli che si trovano intorno alle articolazioni periferiche distali o ai tessuti più freddi come l’orecchio. Il deposito di acido nelle articolazioni porta al loro deterioramento con conseguente comparsa di osteoartrite ed altre malattie osteoarticolari.
  • GOTTA: anche l’acido urico precipita nell’urina creando cristalli che, nel tempo, possono aggregarsi per formare dei granellio addirittura dei calcoli.
    Nella gotta cronica grave, i cristalli causati dall’acidità possono depositarsi nelle articolazioni centrali più grandi e nei tessuti degli organi, reni compresi.
  • OSTEOPOROSI: l’indebolimento delle ossa avviene perché il corpo consuma il calcio per contrastare l’acidità, per lo stesso motivo perdiamola massa muscolare.
  • DIABETE TIPO 2: un’eccessiva acidità del sangue abbassa la sensibilità dei recettori insulinici, costringendo il pancreas ad un superlavoro.
    Di contro gli acidi agiscono sulle cellule del pancreas decretandone una morte lenta.
  • ARTERIOSCLEROSI: il calcio prelevato dalle pareti dei vasi sanguigni crea eccessiva acidità e viene rimpiazzato dal colesterolo che, al contrario del calcio, è resistente all’acidità, e porta all’indurimento e all’ispessimento delle pareti dei vasi.
  • STRESS: sotto stress tendiamo a bruciare molti nutrienti in un tempo molto ridotto, oppure, al contrario, non riusciamo ad utilizzare efficientemente il cibo. In ogni caso si producono più acidi di quelli che il nostro organismo è in grado di eliminare, quindi una condizione di stress troppo prolungata può accelerare, e di molto, l’invecchiamento. Peggiore dello stress fisico è quello mentale, proprio perché è continuo e costante e non prevede momenti di pausa per smaltire l’acidità (nel caso, ti consigliamo il Morfeus Night, un integratore per recupero muscolare che agisce durante il sonno).
  • CICLO MESTRUALE E PERDITA DI CAPELLI
    Non a caso le donne non soffrono di alopecia, mentre l’uomo, non avendo il ciclo, deve attingere alle riserve dei minerali per neutralizzare gli acidi, prelevandoli dai capelli che vengono così deprivati dei loro elementi costitutivi e iniziano a diradarsi e a cadere.
  • TUMORI
    La scienza ufficiale ha riconosciuto nell’ambiente acido la causa e la crescita dei tumori.
    Le cellule del cancro sono cellule che da sane si sono trasformate in cancerose.
    Più acidi produciamo, assumiamo o non riusciamo a smaltire, più elevato è il rischio di sviluppare del tessuto canceroso. Le cellule cancerose prosperano in un pH acido di 5,5 e diventano inattive ad un pH lievemente superiore a 7,365 e trasformandosi in microzima, invece muoiono ad un pH 8,5 nel quale normalmente vivono le cellule sane.

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Il nostro corpo come combatte tutto questo?

Il nostro corpo attua dei sistemi tampone per evitare un accumulo di acidosi e per mantenere il nostro sangue nel suo range ideale. Questi sistemi tampone sono reni e polmoni. Soffermiamoci sui reni, perché è qui che vengono trattenuti i sali minerali necessari a tamponare il nostro pH acido.

Per verificare il nostro grado di acidità basta acquistare in farmacia delle semplicissime strisce per misurare il nostro Ph urinario al mattino. Se il pH è inferiore a 5.9 si è in uno stato di acidosi.

A questo punto ti chiederai: come fare per non essere acidi?

La risposta l’avrai nella seconda parte!

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