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Claudio Tozzi
Marco Neri
lunedì 29 aprile 2013  Autore: Claudio Tozzi Commenti

Il raffreddore? Colpa del latte, non dei virus!



 

Il raffreddore, da punto tecnico, è una rinofaringite acuta infettiva virale causata solitamente da Rhinovirus e un malattia relativamente leggera, e forse per questo non è mai stata veramente curata, anche se in certi casi è fastidiosissima e che fa perdere comunque giornate di lavoro.
La spiegazione più comunque che viene data è quella che i virus che provocano le malattie da raffreddamento sarebbero cosi tanti (circa 200) da non poter fare un vaccino unico.
Ma c’è un’altra teoria da considerare: quella del galattosio, ipotizzata dal biochimico tedesco (ma naturalizzato neo-zelandese) Walter Last, che ho avuto modo di controllare e verificare per molto tempo prima di esporla in questo articolo.
Il lattosio, lo zucchero del latte, è formato dall’ unione di  una molecola di glucosio e da una di galattosio; quest’ ultimo viene convertito in glucosio dal fegato e utilizzato come carburante corporeo.


Tuttavia, visto che dopo lo svezzamento con il latte materno, non è più necessario la quantità che può convertire è molto limitata e in condizioni normali solo una parte di galattosio viene espulsa con l’ urina, mentre il resto si ossida diventando acido galattarico o acido mucico. Ma insorge un problema; l’ acido mucico è insolubile,  non può essere tutto smaltito dal fegato e quindi è dannoso, perché ristagna nell’ organismo.   Per questo forma una sospensione acquosa: Il MUCO…
Il muco si scioglie quindi nel fluido linfatico, proprio l’apparato predisposto a smaltire sostanze dannose come l’ acido mucico, che sembra avere affinità con le mucose dei polmoni, il tratto respiratorio, i seni paranasali, le trombe di Eustachio (passaggio-bocca/orecchio interno).
Se si assumono molti latticini i canali/ghiandole linfatiche si congestionano di acido mucico e tutto questo può portare al “raffreddore”.


 

La congestione favorisce anche:

  • INFLUENZA
  • ALTRE INFEZIONI
  • RIGONFIAMENTO GHIANDOLE LINFATICHE
  • INFIAMMAZIONI

L’85% dei bambini aborigeni tra i 0-4 anni hanno otite e rinorrea, con muco denso e verde e il 93% soffrono di infezioni dell'orecchio nella prima infanzia.  I loro maestri devono utilizzare un microfono speciale perché in genere non sentono molto.
Questo perché per ragioni genetiche non hanno praticamente gli enzimi preposti allo smaltimento del galattosio e la stessa cosa, in tono più o meno minore, può accadere anche ciascuno di noi nel resto del mondo, visto che l’ evoluzione non aveva certo previsto l’ingestione di questo zucchero dopo lo svezzamento, predisponendo quindi l’ eliminazione degli enzimi dedicati a questo lavoro.  Questo spiega anche il perché alcuni hanno sempre il raffreddore, mentre altri no; dipende dalla quantità di enzimi predeterminata geneticamente che ognuno ha a disposizione per smaltire in maniera più o meno efficiente il dannoso galattosio. Inoltre l’utilizzo degli antibiotici in caso di influenza altera la nostra flora intestinale In questo modo si indebolisce il sistema immunitario, aumentando la proliferazione di microbi nocivi, come la candida e altro: tutto questo porta ad asma, allergie e tanto altro.

  

Il raffreddore non sarebbe quindi dovuto ai rinovirus ma dall'assunzione di latte, formaggi e, in generale, dagli alimenti ricchi di galattosio

Per confermare questa ipotesi a livello scientifico ho effettuato i dovuti riscontri e già un potenziale correlazione si può trovare in uno studio[1] del 2011, dove è nei soggetti allergici al latte (ma non a quelli allergici al grano) è stata trovata un aumentata incidenza di poliposi nasali, dovuti alla sinusite cronica con  conseguente blocco nasale, anosmia (perdita totale della capacità di percepire gli odori) ele infezioni recidivanti. 
In altro studio[2] del 2010 condotto sui bambini, è stato possibile dimostrare che, rispetto ai loro controlli non allergici, i bambini con una storia di allergia al latte di  mucca mostrano segni di infiammazione delle vie aeree e più marcata reattività bronchiale all'istamina (sostanza che risponde all’ infiammazione)  in età scolare.
Per quanto riguarda l’associazione tra apporto di latticini/produzione di muco, la situazione è controversa a livello di studi, ma sempre nel 2010 la rivista “Medical Hypotheses (Ipotesi della Medicina)”[3] , in un suo articolo gli studiosi danno invece per scontato che l’assunzione di lattosio porta, specialmente in particolari gruppi di persone, all’ aumento della produzione di muco e asma. In questo caso la spiegazione non viene ricondotta al galattosio, ma che nel colon umano, la beta-casomorfina-7 (beta-CM-7), una esorfina (una sostanza dotata di notevole affinità per i recettori degli oppioidi) derivata dalla scomposizione del latte, che stimola la produzione di muco dalle ghiandole intestinali chiamate “MUC5AC”.
In presenza di infiammazione una sovrapproduzione di muco simile delle ghiandole MUC5AC dal tratto respiratorio, caratterizza molte malattie proprio di questo tratto respiratorio.  La esorfina beta-CM-7 nel flusso sanguigno potrebbe quindi stimolare la produzione e la secrezione di produzione di muco da queste ghiandole respiratorie.
I ricercatori di “Medical Hypotheses” concludono che questo meccanismo potrebbe spiegare perché un certo gruppo della popolazione (più sensibili al derivati del latte), hanno una produzione maggiore di muco delle vie respiratorie e scoprire che molti dei loro sintomi, tra cui l'asma, migliorano con una  dieta priva di  latticini.
In sostanza non bastasse il fatto che molte persone non riescono ad avere abbastanza enzimi del fegato per smaltire il galattosio e quindi avere un aumento del muco circolante, ma anche le esorfine del latte potrebbero incrementare peggiorare (e di molto) la situazione.
Ma del resto questa situazione non sembra essere una novità, in quanto già nel 1982 ci sono studi [4] che dimostrano l’ aumento del muco nei bambini asmatici allergici al latte e più in generale [5] dello stretto rapporto tra asma  e produzione di muco.
Ma in tutto questo c’era una cosa che non tornava nel ragionamento e cioè che il raffreddore è presente anche in popolazioni in cui latticini non vengono consumati; ma la spiegazione è nel fatto è che il galattosio è incredibilmente presente anche in altri cibi, come si può vedere dalla seguente tabella:

CONTENUTO DI GALATTOSIO IN % e PER 100 g DI PRODOTTO IN ALCUNI CIBI
BURRO 0,5 %
FORMAGGIO CREMOSO QUARK 0,1-4%
LATTE DI CAPRA 4,3 %
LATTE VACCINO 4,9 %
YOGURT GELATO CON LATTE SCREMATO IN POLVERE 5-25 %
PROTEINE DEL SIERO DEL LATTE IN POLVERE (WHEY) 0 %
BARRETTA CIOCCOLATO AL LATTE, DIETETICA 5,62g/100g
DOUBLE WHOPPER CON FORMAGGIO, BURGER KING 0,51 g/ 100 g
FICHI SECCHI 4100 mg/100g
MIELE 3000 mg/100g
SEDANO 850 mg/100 g
BARBABIETOLE 800 mg/100g
CILIEGIE 590 mg/100g
UVA 400 mg/100 g
CIPOLLA IN POLVERE 360 mg/100 g
FAGIOLI CANNELLINI 340 mg/100g
BASILICO 270 mg/100 g

Sull abase di questo ecco un decalogo di come evitare il raffreddore e/o altre malattie respiratorie:

  • ovviamente togliere per sempre latte e derivati
  • nel caso di enzimi legati al galattosio (prova da carico) limitare anche i cibi ricchi di galattosio: l'organismo non sopporta più di 10 g di galattosio

Assumere:

  • Zinco, NAC, (N-Acetil-Cisteina)
  • Vitamina C ad alte dosi (funziona maggiormente come prevenzione)
  • Proteine il polvere SOLO quelle del siero del latte (che non contengono galattosio, oppure quelle della carne o delle uova.

Come togliere il muco in caso di raffreddore?

  • mettere in bocca un cucchiaino di zucchero e fatelo sciogliere muovendolo leggermente per uno due/minuti

  • Sputatelo e prendete un altro cucchiaino e cosi via per qualche ora

  • Lo zucchero attira il muco e lo espelle

  • Lo zucchero detenuto in bocca non danneggia i denti in quanto è troppo concentrato per l'attività batterica e inoltre si sciacqua subito con l’ acqua

Qualora fosse necessario, questa situazione legata al galattosio/esorfine del latte è l’ennesima conferma che il nostro organismo non è affatto adattato all’introduzione del latte nell’alimentazione, avvenuta circa 10.000 anni fa [7], (i formaggi solo 7000 anni nell’ attuale Polonia) [8]  e che la teoria della Paleo Diet è sempre più confermata.
Non c’è più alcun dubbio su questo, dobbiamo eliminare per sempre dalla nostra alimentazione tutti i cibi non consumati nel periodo paleolitico, cioè quei 2,5 milioni di anni dove il nostro genoma si è formato solo su frutta-verdura-carne-pesce-frutta secca e non ha quasi mai visto, ne tantomeno ingerito,  cereali, legumi e, appunto, latte e derivati.
Molti studiosi affermano che in realtà al latte ci siamo adattati, in quando molte persone (specialmente nel Nord-Europa) ha attivo l’enzima della lattasi, cioè quello che scompone il glucosio dal galattosio, prova che il nostro organismo in poche migliaia di anni  è riuscito ad evolversi.
E’ vero, in molti casi riusciamo a digerire il latte, ma non a smaltire in modo efficiente il galattosio e le esorfine…

Bibliografia

  • Am J Rhinol Allergy. 2011 Nov-Dec;25(6):e221-4. doi: 10.2500/ajra.2011.25.3686. Milk allergy is frequent in patients with chronic sinusitis and nasal polyposis. Lill C, Loader B, Seemann R, Zumtobel M, Brunner M, Heiduschka G, Thurnher D.
     
  • Clin Exp Allergy. 2010 Oct;40(10):1491-7. Cow's milk allergy as a predictor of bronchial hyperresponsiveness and airway inflammation at school age. Malmberg LP, Saarinen KM, Pelkonen AS, Savilahti E, Mäkelä MJ.
     
  • Med Hypotheses. 2010 Apr;74(4):732-4. Epub 2009 Nov 25. Does milk increase mucus production? Bartley J, McGlashan SR.
     
  • Ann Allergy. 1982 May;48(5):292-3. Recurrent mucoid impaction in an asthmatic infant with cow's milk protein allergy. Fruchter L, Gorvoy J, Abramson A, Wind E.
     
  • J Asthma. 1985;22(3):131-7. The problem of mucus plugging in children with asthma. Maxwell GM.
     
  • Instant cure of the common cold - by Walter Last - Nexus/ 11- 2011
     
  • PLOS ONE- The Origins of Lactase Persistence in Europe -   Yuval Itan et altri. Published: August 28, 2009
     
  • Nature -  Earliest evidence for cheese making in the sixth millennium bc in northern Europe -   Mélanie Salque et altri.  (2012) doi:10.1038/nature11698 - published online - 12 December 2012
     


Claudio Tozzi

 

Le informazioni contenute in questo articolo hanno fini puramente divulgativi e non intendono in alcun modo sostituire il parere dei professionisti del settore sanitario. Consultate il vostro medico prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio o integrazione nutrizionale.
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Claudio Tozzi: é l'autore del libro "La scienza del natural body building" e "Come crescere senza doping". Ideatore del metodo BIIOSystem® è padre del Natural Bodybuilding in Italia e fondatore della NBBF.


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