Il ginnasta Marco Lodadio si racconta dopo le Olimpiadi di Tokyo, tra allenamenti e futuro

Qualcuno l’ha già ribattezzato il “nuovo Signore degli Anelli” e c’è da dire che, se non lo è ancora, Marco Lodadio è sicuramente sulla buona strada per diventarlo. Ginnasta classe ’92 nativo di Frascati, Lodadio può fregiarsi in bacheca di medaglie decisamente prestigiose: l’argento iridato agli anelli di Stoccarda 2019 e il bronzo a Doha 2018; l’argento agli Europei di Stettino nel 2019 e il bronzo alla rassegna continentale juniores di Birmingham del 2010, quest’ultimo conquistato al volteggio. E poi ancora una pioggia di medaglie fra Giochi Europei, Giochi del Mediterraneo e Campionati Italiani.
Una carriera ricca di soddisfazioni che l’ha portato a raggiungere il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo: il rinvio dei Giochi e la successiva operazione ad una spalla hanno però influito sulla prestazione dell’atleta dell'Aeronautica Militare che, non riuscendo ad esprimersi al meglio sugli anelli, ha mancato l’accesso alla finale. L’obiettivo è ora cercare di recuperare e puntare dritto a Parigi 2024, per vivere al massimo il sogno olimpico e prendersi ciò che la sfortuna gli ha in parte tolto.

Mi parli dei suoi inizi nella ginnastica: com’è nata la sua passione per questo sport?

“L’avvicinamento a questo sport è stato quasi immediato: i miei genitori gestivano due palestre dove si faceva ginnastica e dunque anch’io sono cresciuto fra tappetoni, musica a palla e bambini che si esercitavano. Nonostante ciò, prima di iniziare con la ginnastica vera e propria ho provato altri sport. A 8 anni però mi venne proposto di fare una piccola esibizione e, dato che si era visto che ero portato, ho iniziato da lì la mia carriera in questo mondo”.

 

Che ruolo ha avuto lo sport nel suo percorso di crescita?

Lo sport è stato fondamentale nel mio percorso di crescita. Mi ha insegnato ad andare sempre avanti, nonostante imprevisti e difficoltà. Mi ha permesso di diventare un uomo forse un po’ prima rispetto agli altri, facendomi comprendere le responsabilità che un impegno quotidiano ti obbliga a seguire”.

Come si svolge la giornata-tipo di un ginnasta? Quali tipi di integratori utilizza per il suo allenamento?

“Mi sveglio alle 7.30/8 circa, per colazione mi avvalgo dell’integrazione di proteine e aminoacidi per iniziare al massimo l’allenamento, cercando di ottenere anche il giusto apporto di carboidrati e vitamine. La mattina mi alleno all’incirca per 3 ore e, una volta concluso, assumo aminoacidi BCAA. Successivamente vado a pranzo, dove mangio semplicemente un piatto di pasta perché l’allenamento pomeridiano è praticamente immediato: si inizia infatti alle 14, con circa 2 ore e mezza di esercitazione. Alla fine dell’allenamento assumo nuovamente BCAA, proteine Whey sciolte nel latte, un piccolo toast e del succo di frutta. A cena prediligo invece verdure e ancora proteine”.

Quale vittoria ricorda con maggior emozione? Quale sconfitta è stata invece la più cocente?  

“Il 2018 è stato l’anno più significativo in questo senso. Era un periodo in cui avevo iniziato a fare dei risultati importanti a livello internazionale, anche se non ancora a Mondiali ed Europei. Quell’anno partecipai ad entrambi e vissi sia una delle mie sconfitte più cocenti che una delle mie più grandi soddisfazioni: ad agosto 2018 ci fu il rammarico di non aver raggiunto la finale all’Europeo mentre, a novembre, vinsi la medaglia di bronzo ai Mondiali di Doha”.

Data: 24 marzo 2020. Un giorno che immagino Lei ricordi bene: era il giorno del suo compleanno e come "regalo" Le è stato comunicato il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo. Quali emozioni ha provato quel giorno?

“Possiamo definire il 24 marzo 2020 la più classica delle giornate storte. In realtà aleggiava già da giorni la voce del rinvio delle Olimpiadi di Tokyo ma, proprio quel giorno, arrivò l’ufficialità: come regalo di compleanno non fu il massimo. Era un periodo dove ero particolarmente lanciato dal punto di vista della preparazione, con ottimi risultati e un buon periodo di forma. È stato dunque molto difficile posticipare anche solo il pensiero di quella gara che aspettavo da tanto e che vedevo quasi sfumare. La carriera degli atleti poi si sa, è sempre in bilico: gli infortuni sono sempre dietro l’angolo e possono capitare in qualsiasi momento. Così anch’io, al termine del lockdown, mi sono dovuto operare alla spalla”. 

Il rinvio delle Olimpiadi ha modificato il suo piano di preparazione? E il fatto che la prossima rassegna olimpica si terrà nel 2024 (fra 3 anni) comporterà dei cambiamenti nella sua tabella di marcia degli allenamenti?

“Lo slittamento di un anno dei Giochi ha ovviamente posticipato l’evento precedente e anticipato quelli successivi. La riprogrammazione è stata in questo caso necessaria sia per il percorso che ha portato a Tokyo sia per le qualifiche alle gare successive, che arriveranno prima del previsto. In realtà per me tutto ciò può essere un vantaggio: vengo da un post-intervento alla spalla e sto continuando il recupero, migliorando costantemente. Tutto ciò mi fa ben sperare per il futuro”.

Che Olimpiadi sono state per Marco Lodadio? Ci parli di quest’esperienza, condizionata nel suo caso da tanti fattori

“Vorrei dire che sono state le Olimpiadi che sognavo sin da bambino, ma non è stato così. In tutto ciò ha ovviamente influito il discorso Covid, con le varie restrizioni e la mancanza del pubblico che hanno reso meno speciale quest’esperienza. In più mi trovavo in fase di recupero dopo l’operazione e dunque in gara non sono riuscito a dare il 100%: una delusione che mi porterà ad essere più motivato nel prossimo triennio. In generale posso però dire che l’Olimpiade affascina sempre. Molti prima di partecipare mi dicevano: “Sarà l’evento che aspettavi ma i primi Giochi non se li gode interamente nessuno”. Un buon motivo per puntare a disputare i secondi allora!”

Le Olimpiadi di Tokyo verranno ricordate anche per il caso Simon Biles, la stra-favorita atleta statunitense che ha deciso di ritirarsi dopo i problemi dovuti alla troppa pressione. Secondo Lei, che lezione ha dato la Biles, non solo al mondo dello sport ma a tutti noi?

“Il caso Biles ha scosso un po’ tutti. Da fuori questa ragazza sembrava quasi un essere sovrannaturale ma la sua scelta di ritirarsi l’ha resa quasi più umana. Ha avuto un blocco dovuto a molteplici fattori: un qualcosa che in questo sport capita spesso e che può portare all’inibizione dei movimenti. Un problema di questo tipo nel mondo della ginnastica è molto rischioso, perché potresti mettere in gioco la tua incolumità. Credo abbia fatto la cosa giusta, scegliendo la propria salute prima di tutto”.

Qual è l'obiettivo di Marco Lodadio per il futuro?

“L’obiettivo per il futuro è quello di migliorare sempre il passato. Essere sempre più forte e arrivare ai grandi obiettivi che mi sono prefissato: sono quelli che mi spingono ad andare avanti e mi aiutano a puntare con motivazione alla mia seconda Olimpiade”.

 

 

 

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