Integratori Vitamina D: tutti i benefici, dalla salute allo sport

L’importanza della vitamina D per la salute

Di Marco Neri

Fin dalle scuole superiori (se non dalle medie) si insegna che la vitamina D3 è conosciuta soprattutto per la sua azione a carico del tessuto osseo e che viene prodotta in modo endogeno dal corpo sotto l’azione dei raggi solari.

Questo porta a pensare che una sua integrazione sia quasi inutile oppure che possa esserlo solo per soggetti con problematiche ossee legate a traumi o età.

In realtà non è così, perché nonostante sia prodotta dal corpo (solo con esposizione al sole) e sia contenuta in piccole quantità in alcuni alimenti, tra cui pesci grassi come aringhe, sgombri, sardine e tonno, possono esserci situazioni in cui la sintesi endogena o l’assunzione alimentare della vitamina D non siano in grado di fornire tutta la quantità di cui il corpo abbisogna o che occorre per affrontare particolari situazioni.

 

A cosa serve la vitamina D

Rimane assodato che la vitamina D è basilare per la salute delle ossa. Ha il compito di mantenere i giusti livelli sanguigni di calcio e di fosforo ed è basilare per il metabolismo osseo, favorendo l’assorbimento del calcio. Questa sua azione fa in modo che l’assunzione di calcio con vitamina D (unita a opportuni farmaci come gli alendronati) sia uno dei presidi per affrontare problematiche come l’osteoporosi, i dolori ossei (osteomalacia) o la perdita di componente ossea.

Ma negli ultimi 10 anni si sono moltiplicati gli studi sulla vitamina D in tantissimi altri settori, questo ha portato ad una nuova visione di questa vitamina, ampliandone all’inverosimile le potenzialità applicative, come si evince anche da questo articolo sugli effetti extraossei della vitamina D. Ad esempio, la vitamina D3 è attiva anche per patologie cardiache, circolatorie e ipertensive; inoltre un’altra interessante applicazione è quella che riguarda il controllo del colesterolo sia totale che “cattivo”, cioè l’LDL.

Moldes è stata una delle prime aziende a percepire le potenzialità di questa vitamina per tutti ed in modo particolare anche per lo sportivo; per questo motivo ha messo nelle sue proposte un MUSCLE D3, una vitamina D ad alta concentrazione per la cui assimilazione si è ricercato una matrice grassa in cui disperdere e solubilizzare la vitamina D3.

La scelta è stata indirizzata su un olio extra vergine di oliva derivato da elevati standard produttivi e normativi.

L’inserimento nel listino Net Integratori è stato spinto anche da evidenze sull’applicazione della vitamina D sul controllo del peso. La vitamina D infatti, aiuta a stabilizzare la glicemia attenuando la risposta insulinica.
Queste potenzialità la rendono interessante per problematiche di sovrappeso ma anche per situazioni di diabete di tipo 2. L’uso in questa patologia è infatti confermata dal fatto che bassi livelli di 25(OH)D sono stati rilevati in soggetti con problematiche di ipertensione, diabete, obesità ed elevati livelli di trigliceridi. Da qui deriva un suo primo possibile ampio utilizzo nel mondo del fitness, al fine di regolare la sensibilità insulinica con un uso sia durante il giorno che prima di dormire, per ottimizzare l’effetto dell’ormone GH.

Ma dalle più recenti ricerche si evidenzia come la vitamina D potrebbe avere numerosi altri effetti positivi.

Alcuni studi indicano che l’effetto protettivo della vitamina D comincia quando si raggiungono dei livelli serici di 25(OH)D compresi tra 24 e 32 ng/ml. Una riduzione importante del rischio di alcuni tumori potrebbe essere ottenuta, secondo questi studi, con l’assunzione quotidiana di 2.000 ui di vitamina D3.

Ci sono interessantissime evidenze dove emerge come la vitamina D3 eserciti un effetto immunomodulatore; quindi un baluardo di difesa sia preventiva che curativa; si evidenzia infatti che in tantissimi contagi nei pazienti colpiti i livelli di vitamina D fosse molto basso.

In seguito a questa osservazione si è anche sviluppata una teoria in base alla quale anche le “semplici” infezioni stagionali (come l’influenza) potrebbero essere dovute anche a una diminuzione delle concentrazioni di vitamina D (e calo del sistema immunitario) tipico del periodo invernale quando la luce solare è al minimo.

Altre grandi applicazioni della vitamina D3 riguardano la sua funzione antinfiammatoria, azione che si manifesta positivamente in situazioni patologiche come l’artrite reumatoide ma anche in alcuni casi di insufficienza cardiaca congestiva; in questi casi l’assunzione quotidiana di 1000/2.000 ui di vitamina D3 ha diminuito il livello di citochine proinfiammatorie in parte responsabili della patologia. Questa funzione potrebbe rivelarsi utile nel post allenamento come attenuatore dei danni fibrillari, favorendo i recuperi.

Un altro campo da sempre conosciuto per il suo utilizzo è la sua azione a favore della muscolatura (ad esempio, sulla stanchezza muscolare); è infatti usata tradizionalmente per combattere il rachitismo, con un’azione svolta non solo sull’accrescimento osseo, ma anche una riconosciuta efficacia sulla fibra muscolare.

Questa sua efficacia sembra si svolga, come precedentemente detto, sulla capacità di recupero, ma anche sulla ottimizzazione ormonale (quindi sulla crescita) che potrebbe svolgersi sia a favore dell’IGF1 che direttamente sui livelli degli ormoni androgeni.

Negli uomini, infatti, livelli di D3 sono stati stabilmente correlati con quelli degli androgeni. Dalla bibliografia si desume che gli uomini con livelli più alti di vitamina D3 abbiano anche livelli più elevati di testosterone e meno alti di SHBG (Sex Hormone Binding Globuline), una glicoproteina che si lega a estradiolo, testosterone e diidrotestosterone, favorendone l’aromatizzazione (trasformazione degli androgeni in estrogeni).

Facilmente intuibile come, oltre alla mancanza di luce solare, anche lo stress ed il sovrallenamento siano fattori che influiscono negativamente sui livelli organici di Vitamina D3 e ne richiedano una integrazione.

Logicamente i livelli più bassi si riscontrano nel periodo invernale ed in atleti sottoposti ad allenamenti intensi e frequenti.

La procedura migliore sarebbe quello di dosare i livelli ematici di 25 (OH) D; risultato che molti atleti ottengono usando, nei mesi con meno luce, una integrazione con 1000/2000 ui di Vit D3. A questo fine la MOLDES con il suo Muscle D3 ha pensato di apportare 50 µg pari a 2000 U.I per ogni singola dose (4 gocce) pari al 1000 % del VNR. Una integrazione semplice ed efficace anche a livello preventivo.

 

 

 

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