La periodizzazione
La periodizzazione
Ci sono temi nella cultura fisica che definirei, senza alcuna titubanza, spinosi.
Uno di questi è la Periodizzazione.
Quelli che non la conoscono preferiscono affidarsi all'istinto, come se ancora vagassimo in cerca di cibo nelle foreste primordiali.
L'altra faccia della medaglia è il ristretto numero di allenatori che ci si sono imbattuti, possedendone alcuni principi di base, ostentandone una decisa conoscenza teorica, ma poi, a conti fatti, non sapendola tradurre in pratica.
Vediamo invece di renderla comprensibile e fruibile a tutti.
Come il Dott. Bompa (1993) fa notare:
"nell'allenamento nulla accade per caso, le cose accadono perché si programmano".
La Periodizzazione è la base sulla quale si costruisce il piano di allenamento dell'atleta.
Periodizzazione trova origine dalla parola periodo, dal latino periodus, che sta a significare letteralmente una porzione ben definita del tempo.
La Periodizzazione è un metodo in cui l'allenamento è suddiviso in piccoli segmenti ai quali ci si riferisce come fasi di allenamento.
Le origini della Periodizzazione sono, ad oggi, sconosciute, ma è certo che una forma non ben definita di Periodizzazione esisteva già secoli fa.
Esistono evidenze che ci suggeriscono modelli semplificati di forme di Periodizzazione usate nei giochi olimpici a partire dal 776 a.C. al 393 d.C.
Filostrato è considerato uno dei primi utilizzatori della Periodizzazione.
Nel tempo, la pianificazione della Periodizzazione si è fatta via via sempre più sofisticata, culminando con i programmi prodotti dalla Germania per i giochi olimpici del 1936, dove gli allenatori arrivarono ad utilizzare piani di lavoro di una durata di 4 anni, a loro volta suddivisi in periodi di lavoro di un anno.
Nel 1965 Lenoid Matveyev, uno scienziato dello sport russo, pubblicò un modello di pianificazione annuale che si basava su una serie di domande che erano state sottoposte agli atleti sovietici su come si fossero allenati prima dei Giochi Olimpici del 1952 di Helsinki.
Lo scienziato analizzò, quindi, tutti i dati raccolti producendo così un modello annuale di allenamento che, successivamente, fu diviso in fasi, sottofasi e cicli di allenamento.
Alcuni autori definiscono il lavoro di Matveyev come il modello classico della Periodizzazione.
A partire dal 1950 e giungendo sino al 1960, scienziati russi, tedeschi, rumeni e ungheresi pubblicarono una moltitudine di testi sull'evoluzione della Periodizzazione.
Il lavoro originale di Matveyev struttura tutta la Periodizzazione con solo una fase annuale di competizione.
Ovviamente questo si dimostrò un grosso problema per le discipline sportive in cui gli atleti si trovavano a competere più volte nell'arco dell'anno.
La Periodizzazione va esaminata all'interno di un contesto dove coesistono due aspetti fondamentali dell'allenamento:
A) la Periodizzazione deve suddividere il piano annuale di allenamento in fasi più piccole e quindi maggiormente gestibili, al fine di portare l'atleta al raggiungimento della massima forma in corrispondenza delle competizioni più importanti.
B) la Periodizzazione dovrà strutturare le varie fasi dell'allenamento in modo tale che le varie abilità motorie permettano all'atleta di sviluppare i più alti livelli di velocità, di forza, di potenza, di agilità ed endurance.
Un tipico piano di Periodizzazione è il seguente:
General Physical Preparation (G.P.P.), Ipertrofia, Forza, Potenza, Resistenza alla Potenza.
Il problema che nasce con questo tipo di Periodizzazione (Lineare) è che le qualità allenate per prime vengono disallenate nelle fasi successive.
Secondo diversi autori (Tate e Siff 2000, Al Vermeil 2004) una metodologia più efficace di Periodizzazione è il Metodo Coniugato, che si basa sul lavoro di Zatsiorsky, che ci indica tre metodi, da usare simultaneamente, di potenziamento:
A) Metodo degli sforzi massimi, ovvero sollevare i carichi massimi.
B) Metodo degli sforzi dinamici, ovvero sollevare carichi submassimali, ma alla massima velocità possibile.
C) Metodo degli sforzi ripetuti, che si basa sul sollevamento di carichi, anche qui submassimali, giungendo all'esaurimento muscolare o quasi.
Il sistema è definito Coniugato perché permette di allenare simultaneamente tutte le qualità atletiche all'interno del microciclo settimanale.
Inoltre permette all'atleta di utilizzare una vasta gamma di esercizi in ognuno dei tre metodi sopra descritti.
Sulla Periodizzazione si potrebbero scrivere decine e decine di pagine ma sono sicuro che diverrei incredibilmente noioso.
Ho cercato di condensare il tutto in poche righe e mi auguro che possiate in qualche modo mettere in pratica alcune cose che la Periodizzazione ci ha insegnato.
Provate, sbagliate, riprovate e vedrete che qualche cosa di buono ne verrà fuori.
Ed ora... Scatenate l'inferno!!