Quando assumere proteine: i miti da sfatare

Quando è meglio assumere proteine

 

Il ruolo “istituzionale” delle proteine è certamente quello platico a supporto non solo della muscolatura, infatti svariati organi abbisognano di proteine che sono poi alla base sia della produzione di ormoni e lipoproteine

 

Certamente uno degli argomenti più discussi nel mondo dello sport è orientato alla quantità giornaliera, ma negli ultimi anni si è sviluppata sempre più una sensibilità verso la qualità delle stesse imparando a capire ed apprezzare parametri come il VB, il PER, e altri rivolti alla digeribilità ed assimilazione.

 

Per questo suo ruolo “plastico” uno dei punti fermi è sempre stata la presenza delle proteine nella cena e nel dopo allenamento. Nel post workout soprattutto se si usano delle proteine del siero del latte idrolizzate che con i loro peptidi a basso peso molecolare garantiscono una elevata velocità di assimilazione. 

 

Abbiamo poi appreso che il quantitativo proteico giornaliero, a fini pratici, non è poi così importante che sia assunto soprattutto nel dopo allenamento e alla cena, quello che sembra importante, al di la della qualità, è il quantitativo assunto durante il giorno.
Nella “tradizione” sportiva si è sempre “guardato male” chi assumeva proteine nella frazione di tempo precedente l’allenamento, questo perché se si pensa al rifornimento energetico si è sempre pesato prevalentemente a carboidrati.
Eppure si potrebbe fare un sondaggio fra gli sportivi chiedendo chi ha assunto aminoacidi prima di una seduta allenante. Sul risultato di tale sondaggio sono discretamente certo che la grande maggioranza risponderebbe positivamente sull’avere provato tale pratica. 

 

 

La risposta potrebbe essere che gli AA hanno un tempo di assorbimento veloce rispetto alle proteine e che lo scopo energetico è legato alla neoglucogenesi legata agli AA deputati a tale funzione fra cui i più importanti gli essenziali Metionina, Treonina, Valina ed i non essenziali Alanina, Arginina, Cisteina, Glutammina, Glicina ed altri. 

 

Questo ragionamento fila perfettamente ma è applicabile anche alle proteine idrolizzate dove in presenza di un elevato grado di idrolisi si rendono disponibili piccole catene di di e tri peptidi che hanno una velocità elevatissima, l’assimilazione di questi aminoacidi ha si una funzione di sostegno plastico e di stimolo glucogenetico, ma occorre avere la consapevolezza che gli aminoacidi e/o i di/tri peptidi delle idrolizzate scatenano una serie di stimoli che sono certamente metabolicamente interessanti anche al fine di avere un supporto legato sia all’energia che al sostegno muscolare.

L’assunzione di AA o di proteine ad alto tenore di peptidi pre workout influenza la risposta di alcuni ormoni anabolici, in particolar modo l'ormone della crescita, l'insulina e testosterone. 

Si potrebbe poi realizzare (tramite gli AA che ne usano gli stessi carrier d trasporto) una resistenza all'ingresso del triptofano nel cervello, quindi con maggiore lucidità e minor senso di fatica. Inoltre, per l’interazione con il Triptofano ma anche per altri meccanismi di supporto all’asse adrenergico queste catene di peptidi continuano ad esercitare la loro azione anche durante l'esercizio fisico può contribuendo ad alleviare la fatica fisica e mentale, situazione tipica o dell’alata intensità ripetuta e di sessione prolungate. 

 

Ma le motivazioni potrebbero non fermarsi qui, infatti la ricerca va avanti e stanno emergendo altre potenziali motivazioni, fra queste una variazione dell’attività del gene CD36 che svolge un ruolo nella regolazione del metabolismo energetico del cervello e per l’utilizzo degli acidi grassi. Altra attività genetica che può risultare più attiva è quella legata SIRT4 sempre legata al metabolismo dei grassi. 

 

Inoltre, si è osservato che alcuni peptidi stimolano significativamente le attività enzimatiche mitocondriali

Come si può vedere ci sono motivi interessanti per ipotizzare l’uso di proteine pre workout (dal mio punto di vista non importa che vengano assunte immediatamente prima anche se è un tipo di utilizzo che vale la pena esplorare). Rimane intatta la possibilità di unire dei carboidrati in prossimità del training ma in realtà le attività descritte a carico delle proteine/aminoacidi sono ancora più marcate in situazione di bassi livelli di carboidrati. 

 

Questo rende il loro utilizzo particolarmente adatto alle fasi di definizione e per cali di peso. Dal punto di vista prestativo, analizzando le caratteristiche di cui sopra il loro consumo è perfetto per le attività aerobiche ma ha una sua logica applicativa anche nelle attività intervallate con molti picchi ad alta intensità e protratte in modo continuativo per un tempo di 40/50 minuti. 

 

Altro punto importante è che non tutte le proteine sono uguali e anche fra le proteine siero del latte idrolizzate (HPC) ci sono molte possibilità. Abbiamo accennato al grado di idrolisi ma anche al punto di “taglio” della catena aminoacidica della proteina (dato dal tipo di enzimi utilizzati) determina diverse pool di di/tri peptidi con differenti capacità di stimolo metabolico/enzimatico. 

 

L’azienda che ha più investito su questo settore è certamente la CARBERY che con il prodotto denominato 4POWER ha sviluppato una proteina dalle caratteristiche uniche che promette ottime potenzialità nell’essere inserita nell’alimentazione di sportivi che rispondano alle situazioni prima espresse. Gli studi vanno avanti ma soprattutto l’invito è di non essere rigidi nel considerare le potenzialità e le applicazioni di qualsiasi nutriente in quanto sia la tecnologia degli integratori e sia le conoscenze relative alla loro applicazione sono in costante evoluzione 

 

 

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